La cattedrale ' Maria SS.ma Achiropita' XI Sec di Rossano.Stupenda. Una meraviglia al cui interno nel 1879 fu rinvenuta un'altra meraviglia il Codex Purpureus del V Sec. Patrimonio dell’umanità. Foto e info

L' INTERNO DELLA CATTEDRALE 'MARIA SS.ma ACHIROPITA' DI ROSSANO. Foto di Michele Abastante


La Chiesa della Santissima Achiropita risale tra l'VIII-IX sec., fu ampliata nel 1330. La facciata principale, crollata completamente col terremoto del 1836 e rifatta nel 1941, è composta da due livelli, il primo caratterizzato da paraste binate giganti che sorreggono una trabeazione dove emerge in portale d'ingresso in pietra composto da due colonne che sorreggono un frontone curvilineo, il secondo da volute e paraste binate con capitelli corinzi, inoltre la facciata è coronata,sulla sommità, dal bassorilievo raffigurante Maria tra gli Apostoli, il tutto incorniciato tra quattro statue riproducenti i due santi rossanesi S. Nilo e S. Bartolomeo, in corrispondenza delle volute, e nella parte superiore due devoti inginocchiati che guardano verso il bassorilievo mariano.

L'altare dell’Achiropita
L'esterno


Il Codex Purpureus Rossanensis è un manoscritto onciale greco del VI secolo, conservato nel Museo diocesano di Rossano e contenente un evangeliario con testi di Matteo e Marco. Deve il nome "Purpureus" al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi. Il Codex Rossanensis, assieme ai manoscritti Φ, N, e O, appartiene al gruppo dei manoscritti onciali purpurei. Nel 2015 è stato riconosciuto quale patrimonio dell’umanità ed inserito dall’Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della Memoria Mondiale Fu ritrovato nel 1879 all'interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano da Adolf von Harnack e pubblicato subito dopo da Oscar von Gebhardt; è un evangeliario in lingua greca del 550 ca. È composto di 188 fogli di pergamena(31x26 cm) contenenti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Marco (quest'ultimo con la lacuna 16,14-20), oltre ad una lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. In origine conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima miniatura che contiene i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto dalla presenza delle concordanze eusebiane, e pertanto doveva contare circa 400 fogli. La parte scritta è vergata in maiuscola biblica onciale su due colonne.
Fonti Wikipedia, rossanocariati.it Ph tratte dal web

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